La mappa parlante di Urban Experience con i progetti Performing Media e SoftScience

Camminare è la cosa più semplice del mondo, da quando l’homo erectus s’è emancipato dalla condizione quadrupede. Del cammino Urban Experience ha fatto un format d’innovazione culturale, un dato non scontato dodici anni fa. Sul processo semplice del camminare s’è innestato la modalità tecnologica del walkabout, una conversazione radionomade: un format di performing media che rende parlanti le mappe (cliccando sugli esagoni puoi ascoltare, vai al link qui sotto), esplorando la città con una webradio da cui estrarre podcast georeferenziati, proprio come si sta realizzando su radiowalkabout.

Per il progetto Performing Media. L’evoluzione tecnologica da giocare per non essere giocati, realizzato per Roma Capitale (in collaborazione con Centro Sperimentale di Cinematografia, Municipio VII e tanti altri) incastonato nell’ampio palinsesto di SoftScience, oltre al forum svolto all’ex istituto Luce e la performance beckettiana sui paradossi dei rifiuti, si sono esplorate alcune singolarità romane per mapparle con le nostre voci in cammino. Con le ragazze e i ragazzi dell’Istituto Economico-Turistico “Radice” nella Romanina, in walkabout hanno sciamato, sfidando la pioggia, nell’estrema periferia di Roma sud-est, nella Romanina, parlando di quel territorio dove finisce la città…lo sprawl, come Gibson definisce, pensando a Los Angeles, la disintegrazione della città. Da qui solo campi, fino ai Castelli Romani, dove domina il Monte Cavo, l’ultima impronta del vulcano laziale. Vedete i sampietrini? sapete di cosa sono fatti? Si chiede ai ragazzi…è lava (ascolta)

Urban Experience è poi andata, per il progetto SoftScience, vincitore di Eureka! di Roma Capitale per #romarama, in 17 luoghi di Roma per esplorare non solo la città ma i temi cardine del nostro futuro possibile, trattando dei 17 goal di Agenda 2030 sullo sviluppo sostenibile, realizzando una mappa parlante  che ha georeferenziato le  voci in cammino dei partecipanti.

Per trattare di energia pulita si sono trovati davanti alla Sapienza- Università di Roma, rimanendo fuori dalla Città Studi (per via delle norme anticovid), girandogli intorno per confrontarci con Livio De Santoli, coordinatore della RUS (Rete dell’Università per lo Sviluppo Sostenibile) per ragionare sulle azioni per la riduzione dei consumi energetici e dell’incremento dell’uso di fonti rinnovabili nelle strutture degli Atenei. Si rilevano le buone pratiche per sensibilizzare sui temi della sostenibilità energetica la comunità universitaria. Con Massimo di Leo e Gaia Riposati curatori di “Nuvola 3.0”, si valuta poi come esercitare, nell’arco del progetto triennale, le potenzialità dell’intelligenza artificiale per processare le parole chiave ricorrenti e quelle più pertinenti, rilevate via twitter, facebook ed instagram e per impostare una strategia di sentiment analysis sul flusso del pensiero nomade che si sta disseminando in città. Ascolta.

Ala Romanina, all’estrema periferia romana, si focalizza il goal salute con Sonia Miele, insegnante dell’Istituto Radice che non ha potuto convocare i suoi studenti per un problema di contagio covid. L’evento ha comunque luogo, parlando (anche al telefono con alcuni protagonisti) del ruolo dei volontari della Croce Rossa e di come questa istituzione internazionale operi in situazioni di emergenza nazionale ed internazionale (come anche le pandemie) gestendo ospedali da campo, presidi medici avanzati, nuclei sanitari e logistici mobili e nuclei di decontaminazione, garantendo assistenza sanitaria e sussistenza per i soggetti più fragili. Ascolta.

La mattina del 6 ottobre con i ragazzi del “Viscontino” si affronta il tema della partnership, sciamando verso Villa Aldobrandini nel rione Monti. Si parla dell’importanza della partecipazione e della collaborazione, dell’ apprendimento dappertutto, guardandosi intorno, per raccogliere idee in giro, come fanno le api quando vanno a raccogliere il nettare per poi produrre il miele (su cui si ascolta un audioclip). Ecco ciò di cui si parla in questo walkabout: di quell’intelligenza connettiva delle api che rappresentano in natura uno dei modelli più qualificanti di partnership. Come uno sciame intelligente con i ragazzi ci si confronta (al telefono) con Roberta Cafarotti di Earth Day Italia che ha seguito passo passo, ascoltando via web radio, ci si è imbattuti nel set del film “Mission Impossible” con Tom Cruise e si è ascoltato gli alberi di Villa Aldobrandini, mirabile giardino pensile nascosto, sopra via Nazionale.

In una traversa della via Tuscolana, c’è viale Amelia, dove si ricorda Rita Atria, testimone di giustizia “suicidata” dalla mafia. E’ a lei che si dedica il walkabout sulle parole chiave giustizia e legalità, interrogandosi su come la delinquenza e la violenza, compreso il bullismo, possano essere contrastate, non solo da forze dell’ordine e magistrati, ma dalla rete solidale di chi si oppone all’indifferenza e all’omertà. Si sente al telefono Davide Mattiello, impegnato per tanti anni come coordinatore di Libera e conversiamo con i diversi militanti di questa associazione fondata da Don Ciotti che rappresenta un fronte solido di opposizione alle mafie.  Arrivano delle ragazze di Lecce, guidate da Ettore Bambi, per un progetto formativo sui sistemi dell’arte a Roma, incuriosite dal nostro format di esplorazione partecipata radionomade e puntiamo verso il Mandrione. E’ l’occasione per riflettere, attraversando una delle “pieghe”della città, dove dal dopoguerra si creò una tale frattura urbana di disagio sociale da creare terra desolata, luogo di coltura di delinquenza diffusa. Ascoltiamo, mentre risaliamo da via Assisi sul tratto della Casilina vecchia, brani del film “Accattone” di Pasolini. Si delinea un paesaggio umano che si rivela come l’impronta emblematica di una grave contraddizione urbana e sociale che fu risolta dall’intervento determinato di un sindaco appassionato come Luigi Petroselli che bonificò quell’area dai baraccamenti creati sotto i fornici dell’acquedotto Felice e da attività coraggiose come quelle educative di Don Sardelli, maestro di strada, che proprio lì, con la Scuola 275 (il numero della baracca dove svolse l’attività) sollecitò molti giovani ad emanciparsi dalla violenza.

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