Coltiviamoci.  Di cosa parliamo quando parliamo di cultura come liberazione e…. Open Talk a SCUP

A Roma, a SCUP (Via della Stazione Tuscolana 82)  venerdì 26 aprile, alle ore 19, si svolgerà un open talk su Coltiviamoci.  Di cosa parliamo quando parliamo di cultura come liberazione e….

Una conferenza spettacolo condotta da Carlo Infante e Stefano Simoncini con screening video, per un ragionamento dinamico e partecipato infarcito di estratti video che faranno riferimento alle espressioni creative del Movimento del 68 (gli “Uccelli”) e del 77 (gli “Indiani Metropolitani”) e quel grande fenomeno che sotto la definizione di Estate Romana dimostrò come la cultura potesse impattare con la vita della città.

Una delle idee portanti dell’Open Talk sarà quella di associare la parola cultura ad alcuni concetti cardine, a partire da quello di liberazione, associandolo alla cultura antifascista che il 25 aprile ha sancito, fissando uno dei momenti più importanti della storia d’Italia. Declinando la parola liberazione anche alla condizione di emancipazione progressiva che comporta una sensibilità libertaria. Altri concetti sono popolare e per altri aspetti pop oppure off (fuori, fuori dagli schemi)… Seguendo un approccio decisamente rivolto alle dinamiche evolutive che sarebbe banale definire mode… Ciò che definiamo cultura (dal latino colere, “coltivare”, declinato nel participio futuro della lingua latina, per intendere “ciò che diviene”) è un concetto dinamico che sottende la nostra evoluzione, in una pratica che riguarda la cura di linguaggi e comportamenti, per abbracciare l’insieme delle conoscenze trasmesse tra generazioni e le loro trasformazioni. Sì, trasformazione e non solo conservazione del valore permanente di cultura, come una certa impostazione crociana stabilì come regola. La cultura si evolve nella trasformazione dei linguaggi e dei comportamenti e si riconfigura nell’arco delle transizioni e dei mutamenti antropologici. Il fatto di declinare il concetto di cultura al plurale è, prima di tutto, basato sulla molteplicità degli ambiti attraverso cui si sta diffondendo l’espressione culturale nel meticciato multiculturale sempre più diffuso e la mutazione radicale posta dall’avanzamento tecnologico, condizione che sta determinando una revisione non solo degli assetti di linguaggio ma anche di quelli sociali ed economici. Si tratta di come ripensare il sistema culturale in relazione al mondo che cambia per rilanciare una sua funzione d’innovazione sociale, capace di misurarsi con le nuove generazioni e le più ampie fasce di popolazione. Un cardine della questione riguarda la capacità di rilevare le diverse forme dell’arte (da quella antica a quella contemporanea, da quella “pura” a quella applicata, estesa fino alle culture materiali e artigiane, come nel caso del Design) perché rivelino l’essenza di un tempo storico e ancor più  quello dei luoghi, perché valorizzano il territorio che le ha generate.

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