Platani sotto assedio

A piazzale Metronio c’è un bellissimo giardino con alberi secolari che accompagna le mura aureliane. Anzi, c’era. Oggi è rimasto solo il giardino sul lato sinistro della piazza, guardando gli archi. Il giardino del lato destro non si vede più, chiuso dai pannelli gialli della Metro C, ben noti ai romani. Dalle finestre del palazzo che si affaccia sul cantiere vediamoche l’area verde è stata ricoperta da colate di cemento. Però se si aggira la muraglia gialla si scopre che una buona parte del giardino esiste ancora, i platani sono in piedi, i cespugli sono fioriti. È l’ultima area ancora verde nel lungo tratto di mura compreso fra piazzale Metronio e piazzale Appio (Coin), quella losanga di giardini a doppio filare di platani che un tempo aveva ospitato gli orti di guerra e in tempi più recenti un progetto di riqualificazione del Parco delle Mura di Roma a firma dell’architetto Brunello Bernardi.

Quel che oggi rimane di quell’area è il risultato della battaglia sostenuta fra il 2013 e il2017 dall’associazione Ipponio Verde per sostituire un’idea di vivibilità al progetto ottuso proposto da Metro C. Ecco in sintesi la storia: Metro C progetta un cantiere logistico nel giardino di via Ipponio. Questo vuol dire il posizionamento di compressori e turbine sotto le finestre dei palazzi, uffici, mensa, bagni e reperti archeologici. Oltre a, meglio ricordarlo, decine di parcheggi per i dipendenti del cantiere. Non c’è nessuno scavo, nessun buco da fare in quell’area. È prevista invece un’enorme gettata di cemento e ovviamente l’abbattimento di tutti i platani. Nelle decine di incontri che Ipponio Verde sostiene in questi anni con Roma Metropolitane, con Metro C e con vari assessori (alla mobilità, ai trasporti, al verde) i dirigenti affermano che i platani non verranno toccati ma nei progetti che presentano gli enormi compressori sono posizionati in corrispondenza degli alberi! Progetti pagati a peso d’oro da tecnici che forse non hanno mai messo piede nel quartiere.

Ipponio Verde insorge e chiede la tutela del verde, già adottato e riportato a giardino grazie ai pali antiparcheggio. Benissimo costruire la metropolitana ma il cantiere logistico, non avendo scavi, può essere posizionato ovunque! È un percorso difficile, il muro di gomma si è subito alzato per difendere gli interessi tanto di Metro C quanto delle aree gestite da privati (SMA, Tennis Roma) che sono state “salvate” dall’invasione del cantiere.

I bambini della zona scrivono prima al sindaco Marino poi a Mattarella: il primo tace, il secondo risponde in sostegno con una bella lettera. I soci organizzano due eventi di quartiere grazie anche all’aiuto degli amici di Scup, raccolgono più di 2mila firme, ottengono nel 2013 (!) a tutela dei giardini una risoluzione del Municipio portata dal consigliere Cinzia Lancia, presentano a Metro C un progetto alternativo firmato dal consigliere Antonio Ciancio. Tutto inutile! La protesta ottiene pieno disinteresse (quando non aperta ostilità) da dirigenti, politici e assessori che vanno dall’ex-presidente del Municipio, Susy Fantino, all’ex assessore all’ambiente Estella Marino al re-geometra che “governa” i lavori della metropolitana della capitale d’Italia, D’Angelo. Ma la lista del coro del silenzio è lunghissima. Con il presidente di Municipio Monica Lozzi e l’assessore Linda Meleo la musica improvvisamente cambia, forse grazie anche agli avvisi di garanzia ricevuti nel frattempo da numerosi dirigenti di Metro C e Roma Metropolitane. Grazie a queste due politiche coraggiose, finalmente, viene riconosciuto quel diritto minimo alla vivibilità dei cittadini, che negli altri paesi d’Europa forse non sarebbe mai stato negato. Oggi quel che resta degli orti di guerra è lì e Ipponio Verde tenta di salvarlo da chi vorrebbe farne un’area cani mentre il prato si sta seccando perché Metro C ha messo fuori uso l’impianto di irrigazione senza farne uno nuovo. Passateci e fermatevi all’ombra dei platani meravigliosi, i giganti protagonisti di questa storia finita un po’ male e un po’ bene.

 

L’associazione Ipponio Verde ha in adozione i giardini di via Ipponio compresi fra piazzale Metronio e via Norico dal 2002. La sua missione è tentare di salvare, con autofinanziamento e volontariato, una piccolissima porzione di Roma dal degrado. Per farlo mette insieme tutte le persone che ci credono e la tenacia di questa piccola comunità di quartiere nata sotto gli alberi è già un grande risultato. Marina Guglielmi, oltre a occuparsi dell’associazione e dei propri figli, insegna Letteratura comparata all’università.

Lascia un commento

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: