Per la salvezza dell’Almone, il fiume sacro

Il Comitato per il Parco della Caffarella ha colto l’occasione dell’Appia day, la grande festa organizzata per festeggiare la bellezza dell’importante arteria della Roma antica, per dare il via all’ennesima battaglia: una raccolta di firme per un’interrogazione di iniziativa popolare, finalizzata alla richiesta di sgombero di una manciata di ex proprietari di ville, quattro sull’Appia Antica, una su via della Caffarella, espropriati dal 2007 e per questo regolarmente indennizzati, ma che stanno ancora lì, in “detenzione precaria” degli immobili. Degli oltre 250 ettari che delimitano l’area denominata Caffarella, 150 sono, oggi, un grande e bellissimo parco pubblico, in parte attrezzato; i restanti, ancora nelle mani della Fondazione Gerini, non sono edificabili. Il Comitato per il Parco della Caffarella, a oltre trent’anni dalla sua costituzione, avvenuta nel 1984, fa un bilancio delle sue attività. E non può che essere positivo, con un elenco lungo e articolato di iniziative, petizioni, mobilitazioni popolari e tanti bei risultati. I ragazzi della Caffarella, appena costituito il Comitato con l’obiettivo di risanare e strappare all’abusivismo edilizio quell’area verde, scelgono il confronto con le istituzioni, lo scontro se necessario. E, molto presto, sul tema del verde, conquistano un ruolo di interfaccia, con il quale tutti i sindaci di Roma, dai primi anni ’80 ad oggi, hanno avuto a che fare.

foto di Mario Proto, tratta da appiohblog.altervista.org
foto di Mario Proto, tratta da appiohblog.altervista.org

La prima vittoria conseguita, ad un anno dalla costituzione, è stata la bonifica di un’area di oltre quattro ettari, che era diventata un’enorme discarica: raccolte migliaia di firme, le presentarono al sindaco, poi alla magistratura che finalmente sequestrò l’area e impose la bonifica. Con l’istituzione, nel 1988, del Parco regionale dell’Appia Antica, di cui la Caffarella fa parte, il Comitato consegna 13mila firme al sindaco Carraro per chiedere l’esproprio dell’area e quando, nel ’92, verrà approvata la legge per Roma Capitale, il comune di Roma ottiene 26 miliardi di lire per finanziare l’operazione. Il primo grande esproprio, per circa 70 ettari, sarà realizzato durante la giunta Rutelli e il Comitato sarà chiamato dal sindaco a partecipare alla redazione del Piano di Utilizzazione della Caffarella. In quella fase, furono espropriate le aree di interesse archeologico e molti orti abusivi. Per altri 40 ettari più i casali si procederà all’esproprio con la giunta Veltroni. Negli anni saranno tantissime le iniziative che vedranno protagonista il Comitato. L’ultima grande battaglia vinta è quella che riguarda la salvaguardia del fiume Almone. Nel 2011 il Comitato denuncia il fatto che le fogne dei quartieri Quarto Miglio e Statuario scaricano nel fiume, senza alcun filtraggio. Passeranno quattro anni e ci vorrà l’ennesima petizione popolare prima di ottenere la delibera del comune che ha previsto il collettore fognario.

 

di Paola Mauti

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